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Guida per i laboratori

Come fare il preventivo di un top cucina in marmo

Materiale e sfrido, lavorazione, bordi, fori, sagomature, posa e IVA: tutte le voci, con un esempio di conto.

Aggiornata il 16/10/2026

Un top cucina in marmo sembra un pezzo solo, ma nel prezzo ci sono almeno sei voci diverse. Se ne manca una, il lavoro si fa lo stesso e il margine sparisce. Questa guida mette in fila tutto quello che entra in un preventivo fatto bene, con un esempio di conto alla fine.

1. Il materiale: al metro quadro con lo sfrido, o a lastra intera

Il materiale si fa pagare in due modi.

  • Al metro quadro, con lo sfrido. Si calcola la superficie dei pezzi e si aggiunge una percentuale per quello che si perde nel taglio e negli avanzi che non si riusano. Molti laboratori stanno tra il 15 e il 30%: di più con materiali molto venati o pezzi lunghi che sfruttano male la lastra.
  • A lastra intera. Il cliente paga tutte le lastre usate. È la scelta giusta quando l'avanzo non si rivende o non si riusa: materiali pregiati, colori particolari, lastre comprate apposta per quel lavoro.

La superficie va contata sulla forma vera del pezzo. Un tavolo tondo da 120 cm misura circa 1,13 metri quadri, non 1,44 come il quadrato che lo contiene; la differenza la copre lo sfrido, non il conto due volte.

Se conosci il prezzo pagato per la lastra, parti da lì: costo al metro quadro della lastra più il tuo ricarico. È più onesto del listino quando il fornitore cambia i prezzi.

2. Taglio e lavorazione

È il lavoro di macchina e di banco sulla superficie: taglio a misura, lucidatura o levigatura dei piani, movimentazione. Di solito si mette al metro quadro e cambia con lo spessore: un 3 cm costa più di un 2 cm da tagliare e da muovere.

3. I bordi, al metro lineare

Si pagano solo i lati in vista: il fronte del top, il fianco libero di una penisola, la testa dell'alzatina. I lati contro il muro restano grezzi o solo rifilati. Il prezzo al metro dipende dal profilo (filo lucido, smusso, mezzo toro, toro) e dallo spessore.

Due lavorazioni da mettere a parte:

  • Taglio a 45° per unire due pezzi ad angolo o per una veletta che finisca pulita.
  • Bordo ingrossato con veletta, quando il cliente vuole un top che sembri da 4 o 6 cm partendo da una lastra da 2: si paga al metro sui lati in vista.

4. I fori

Ogni foro è un pezzo di lavoro a sé, e non tutti costano uguale:

  • lavello sottotop, con il bordo del foro lucidato perché si vede;
  • lavello o piano cottura a filo top, con la battuta fresata: è il più lungo da fare;
  • lavello o piano cottura appoggiato, con il foro grezzo;
  • fori per rubinetto, presa, dosatore del sapone.

Il gocciolatoio (le righe fresate accanto al lavello) e le scanalature si contano a parte, al metro o a pezzo.

5. Sagomature: curve, raggi e tagli obliqui

Un top dritto e un top con la testa tonda non sono lo stesso lavoro. Le parti curve, gli angoli raggiati o smussati e i tagli non a squadra si mettono al metro lineare di sagomatura, così il prezzo segue la fatica vera e non un forfait inventato.

6. Finiture e trattamenti

Se la superficie non è lucida (levigata, spazzolata, fiammata, bocciardata) la finitura si aggiunge al metro quadro. Lo stesso vale per il trattamento antimacchia, che sul marmo in cucina conviene sempre proporre.

7. Trasporto, posa e le voci che si dimenticano

Trasporto e posa in opera vanno scritti, anche se si fanno pagare poco: il cliente deve sapere cosa è compreso. Poi ci sono le voci che spesso restano fuori e si scoprono in cantiere:

  • smontaggio e smaltimento del vecchio top;
  • allacciamento di lavello e piano cottura, se lo fate voi;
  • accessori: staffe, mensole, silicone, piletta;
  • il sopralluogo per il rilievo delle misure.

8. Sconto, IVA e acconto

Lo sconto va scritto come riga a parte, prima dell'imponibile: il cliente vede il prezzo pieno e quanto ha risparmiato. L'aliquota IVA dipende dal cliente e dal tipo di lavoro (22% di regola; in alcuni lavori di ristrutturazione sulle abitazioni può essere agevolata): nel dubbio, chiedi al commercialista prima di scriverla. Se chiedi un acconto all'ordine, mettilo nel preventivo con la percentuale e la cifra.

Un esempio di conto

Top cucina 240 × 62 cm con alzatina 240 × 6 cm, marmo da 2 cm, lavello sottotop, piano cottura appoggiato e un foro per il rubinetto. I prezzi sono solo di esempio: ogni laboratorio ha i suoi.

VoceCome si calcolaImporto
Materiale1,632 mq di pezzi + sfrido 20% = 1,958 mq × 450 €/mq881,28 €
Taglio e lavorazione1,632 mq × 60 €/mq97,92 €
Bordi filo lucidofronte e fianco del top, fronte dell'alzatina: 5,42 ml × 25 €/ml135,50 €
Forisottotop 150 €, piano cottura 60 €, rubinetto 25 €235,00 €
Trasportoa corpo120,00 €
Posa in opera1,632 mq × 90 €/mq146,88 €
Imponibile1.616,58 €
IVA 22%355,65 €
Totale1.972,23 €

Gli errori che costano di più

  • Dimenticare lo sfrido, o metterlo uguale per tutti i materiali.
  • Contare i bordi sul perimetro intero, anche sui lati a muro: il cliente confronta e il preventivo sembra caro.
  • Prendere le misure dal progetto senza verificarle: il disegno del mobiliere non è il rilievo in cantiere. Scrivi nel preventivo che le misure sono da confermare.
  • Non scrivere la validità dell'offerta: il prezzo delle lastre cambia, e un preventivo di sei mesi fa non deve valere oggi.
  • Non mostrare la lastra: con il marmo il cliente compra anche le venature. Fargli vedere dove cadono i pezzi evita le contestazioni alla consegna.