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Quante lastre servono? Sfrido e disposizione dei pezzi

Perché i metri quadri non bastano, come disporre i pezzi sulla lastra e quando far pagare la lastra intera.

Aggiornata il 16/10/2026

"Sono 4 metri quadri, una lastra da 5 basta." È il conto più veloce e anche quello che sbaglia più spesso. Le lastre non si comprano a metri quadri ma a pezzi, e i pezzi di una cucina hanno misure che non sempre ci stanno. Ecco come ragionare prima di dare il prezzo.

Perché i metri quadri non bastano

Un pezzo entra in una lastra solo se entrano le sue misure, non la sua superficie. Un top da 330 × 62 cm misura appena 2 metri quadri, ma in una lastra lunga 320 cm non ci sta, anche se la lastra ne misura più di 5. Prima di guardare i metri quadri, quindi, si controlla:

  • che ogni pezzo sia più corto della lastra (meno il rifilo dei bordi);
  • come si possono mettere i pezzi uno accanto all'altro, lasciando lo spazio del taglio;
  • dove cadono le venature, se il cliente le vuole in un certo verso o continue tra due pezzi.

Cosa si perde in ogni lastra

  • Il rifilo dei bordi: i lati della lastra grezza non sono dritti né puliti, e un paio di centimetri per lato di solito vanno via.
  • Il taglio: tra un pezzo e l'altro serve lo spessore del disco più un margine. Contare almeno 1 cm è prudente.
  • I difetti: fessure, stuccature, macchie, zone di colore diverso. Un pezzo in vista non ci va sopra.
  • Gli avanzi troppo piccoli: una striscia da 15 cm può diventare un'alzatina o una soglia; sotto una certa misura è scarto.

Come disporre i pezzi, a mano

Il metodo che usano quasi tutti i marmisti, anche senza saperlo:

  1. Prima i pezzi più grandi: il top principale, la penisola. Sono quelli che decidono quante lastre servono.
  2. Mettili sul lato lungo della lastra, partendo da un angolo, e prova a girarli se la venatura lo permette.
  3. Negli spazi che restano metti i pezzi medi (laterali, piani bagno), poi quelli stretti (alzatine, davanzali, soglie).
  4. Se un pezzo non entra da nessuna parte, serve un'altra lastra, oppure va diviso con una giunta in un punto concordato con il cliente (di solito vicino al lavello o al piano cottura).

Un esempio: cucina a L su lastre 320 × 160 cm

Top 300 × 62, laterale 118 × 62, due alzatine 300 × 6 e 118 × 6.

  • Il top da 300 sta sul lato lungo. Sotto, con 1 cm di taglio, il laterale da 118 × 62, e accanto a lui l'alzatina corta da 118 × 6. Ancora sotto, l'alzatina lunga da 300 × 6.
  • Le altezze: 62 + 1 + 62 + 1 + 6 = 132 cm, meno dei 160 della lastra (anche togliendo il rifilo).
  • Risultato: una lastra basta, e resta una striscia di circa 20 cm per tutta la lunghezza che può servire per una soglia o un davanzale.

Se il cliente vuole la venatura che continua dal top al laterale, il laterale va tagliato accanto al top e non sotto: allora la lunghezza diventa 300 + 1 + 118 = 419 cm e servono due lastre. Il prezzo cambia, ed è giusto che il cliente lo sappia prima.

Sfrido al metro quadro o lastra intera?

Con lo sfrido in percentuale fai pagare solo i metri quadri usati più una quota per lo scarto. Va bene quando l'avanzo resta in magazzino e lo riusi davvero.

La lastra intera è più giusta quando l'avanzo non lo usi più: materiali rari, colori comprati apposta, o quando la disposizione dei pezzi lascia avanzi inutili. In quel caso conviene dire al cliente quante lastre servono e farle vedere: capisce il prezzo e a volte sceglie una disposizione diversa.

Spessori diversi dalla lastra

Quando il progetto chiede un pezzo di uno spessore che non hai in lastra, ci sono due strade, con prezzi diversi:

  • calibratura: parti da una lastra più spessa e la porti allo spessore giusto, al metro quadro;
  • bordo ingrossato con veletta: parti da una lastra più sottile e incolli una striscia sotto i lati in vista, al metro lineare. Il top sembra più spesso e pesa meno.

Qualunque strada scegli, scrivila nel preventivo: è una delle cose che il cliente confronta tra un laboratorio e l'altro.